Cantieri di ricerca

La valutazione d’impatto dei percorsi di reinserimento delle persone in esecuzione penale

Le domande

È ormai riconosciuto che, affinché sia raggiunto un livello soddisfacente di sicurezza pubblica, la riabilitazione dei detenuti e il loro reinserimento nella società devono costituire un obiettivo fondamentale dei sistemi penali a livello internazionale. Le Nazioni Unite, attraverso le cosiddette Regole Mandela, che stabiliscono i criteri minimi per il trattamento dei detenuti, affermano che la reclusione e le altre misure che privano la persona della propria libertà devono avere come principali finalità la protezione della società dalla criminalità e la riduzione della recidiva. A questo scopo si richiede la predisposizione di attività specifiche, dette «trattamentali», volte alla riabilitazione, durante il periodo di esecuzione penale.  

 

Molteplici ricerche evidenziano infatti come il tradizionale modello di carcerazione, caratterizzato da supervisione e applicazione di sanzioni, porti a modesti decrementi della recidiva e, in alcuni casi, possa persino risultare nell’effetto contrario. Diversamente, gli effetti medi sui tassi di recidiva riportati negli studi che valutano le attività trattamentali sono positivi e relativamente ampi. Per garantire risultati positivi su una scala più ampia è essenziale dare maggiore priorità e diffusione a queste iniziative, aumentando gli investimenti sia in termini di tempo sia di risorse.  

 

Sulla base di queste considerazioni, Regione Lombardia ha affidato all’Università Bocconi un progetto di ricerca finalizzato a definire un framework utile a valutare l’impatto degli interventi in favore dell’inclusione sociale e lavorativa di soggetti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria promossi nell’ambito del Programma operativo regionale 2014-2020 e cofinanziati con il Fondo sociale europeo. 

Lavoro sul campo

Con la legge regionale 25/2017 e ancor prima con la legge regionale 8/2005, Regione Lombardia, in concorso con le istituzioni territoriali della giustizia e dell’esecuzione penale, ha promosso, sostenuto e stabilizzato un insieme di interventi tra loro complementari e integrati, volti al recupero e reinserimento nella società delle persone adulte e minori sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria. Oggetto della ricerca, tuttora in corso, sono gli interventi realizzati tra il 2016 e il 2021 grazie al finanziamento di 100 progetti (33 nel 2016, 32 nel 2019 e 35 nel 2021), di cui 61 rivolti agli adulti e 39 a minori. Nel bando 2021 trovano spazio 35 progetti, cui hanno partecipato 312 partner tra enti del Terzo settore, enti pubblici e agenzie accreditate alla formazione e al lavoro. Complessivamente, nel quinquennio, i progetti hanno permesso di intercettare più di 15.000 persone detenute, assieme ai loro nuclei familiari, con un significativo coinvolgimento della comunità territoriale, per un investimento complessivo pari a circa 28 milioni di euro. 

 

L’attività di ricerca si focalizza su tre dimensioni di analisi: 

 

  1. Impatto degli interventi sui beneficiari, con l’obiettivo di avere elementi di valutazione circa l’efficacia dei progetti di inclusione sociale. 
  1. Modelli di gestione degli interventi, al fine di verificare la qualità dei processi collaborativi tra gli attori coinvolti nei progetti e sviluppare linee guida per il disegno di interventi in favore dell’inclusione sociale. 
  1. Sostenibilità dei soggetti attuatori beneficiari dei finanziamenti, per valutare lo stato di salute del sistema dell’inclusione in Lombardia.  

 

La prima dimensione di analisi riguarda gli interventi erogati nel biennio 2021-2022. Gli interventi oggetto di studio sono tirocini, accoglienza abitativa temporanea, interventi educativi su minori, volontariato, laboratori teatrali e formazione professionale. Gli enti capofila stanno conducendo rilevazioni ad personam sui beneficiari riguardanti la situazione del soggetto prima degli interventi (per esempio fine pena, vulnerabilità, svolgimento di attività in passato), durante (se ha fruito di più interventi, se ha completato o interrotto il percorso) e nei primi mesi successivi al termine dell’intervento. Le schede-impatto hanno restituito l’osservazione di 484 adulti e 566 minori. 

 

Per la seconda dimensione, sono stati condotti focus group e workshop tematici sul collaborative management per esplorare le dinamiche dei partenariati. È emerso che questi condividono le peculiarità delle reti, caratterizzandosi per l’interdipendenza, l’assenza di gerarchie rigide e l’interazione tra i membri. Partendo da queste considerazioni si è condotto un questionario per valutare la qualità della collaborazione fra gli enti. Si è registrato un buon livello di adesione: il questionario è stato compilato da 135 partner e dalla totalità degli enti capofila, con un tasso di copertura totale del 49 per cento. 

 

Per la terza dimensione si è sviluppato un questionario basato sulla letteratura manageriale riguardante il valore economico generato dal sistema di inclusione nel periodo 2017-2022, le caratteristiche del capitale umano, la propensione alla collaborazione con partner e l’innovazione dei servizi. Il tasso di partecipazione è in linea con il primo questionario.  

Guardando avanti

La valutazione d’impatto costituisce una sfida nelle politiche di reinserimento sociale delle persone detenute; sopperire a questa mancanza attraverso una misurazione scientifica comporta numerosi vantaggi. In primo luogo, l’analisi dell’impatto degli interventi richiede una collaborazione sinergica tra gli enti finanziatori, gli attuatori e il sistema giudiziario. Tale sinergia è essenziale al fine di raggiungere un’allocazione efficiente delle risorse. Inoltre, questo processo può portare alla creazione di un modello di valutazione più ampio, che consente di riconoscere in modo tangibile il prezioso contributo degli enti operanti in questo contesto. In secondo luogo, guardando ai modelli di gestione degli interventi, si evince che le reti costituiscono il punto di partenza per affrontare le sfide complesse. È evidente che esistono elementi chiave che richiedono un monitoraggio per garantire la loro qualità e performance. Infine, guardando alla terza dimensione esaminata, si osserva come l’orientamento alla sostenibilità influisca sulla capacità dell’ente di bilanciare obiettivi di generazione di impatto sociale, con la necessità di coprire i costi interni. Ciò genera insight essenziali per migliorare la progettazione di interventi futuri. 

 

Lo sviluppo di una valutazione dell’impatto degli interventi di reinserimento sociale rappresenta allora il legame tra le tre dimensioni di analisi: è necessario tenere conto delle sfide sociali, economiche e politiche che rendono questa problematica tanto complessa, quanto vitale da affrontare.  

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