Teoria in pratica

Perché il CEO short-termista pubblica brevetti confusi

I brevetti non sono solo uno strumento di protezione dell’innovazione, ma anche una leva strategica. In una pubblicazione che sviluppa la tesi di PhD di Aneesh Datar, ci focalizziamo sulle società quotate americane ed evidenziamo che la leggibilità dei documenti brevettuali è influenzata dagli orizzonti temporali dei CEO e degli azionisti.

 

I CEO americani, che hanno solitamente un orizzonte temporale breve e incentivi legati a performance a breve termine, tendono a favorire brevetti meno leggibili per ridurre il rischio di imitazione da parte dei concorrenti nel breve periodo. Tuttavia, questa strategia può aumentare il rischio di invalidazione del brevetto o di contenziosi legali nel lungo periodo.

 

Gli azionisti con una prospettiva di lungo periodo, come alcune categorie di investitori istituzionali, privilegiano, invece, la chiarezza e trasparenza dei brevetti, per mettersi al riparo da problemi che potrebbero sorgere con il tempo. In questo modo, mitigano gli effetti di una leadership orientata al breve termine.

 

A dimostrazione del fatto che è l’orizzonte temporale, e non il ruolo, a determinare la preferenza per la chiarezza o la vaghezza, i CEO con un orizzonte temporale lungo, come i CEO fondatori, adottano un approccio più bilanciato tra protezione e divulgazione dell’innovazione. Essi sono più inclini a redigere brevetti chiari e leggibili per garantire una protezione legale più solida e facilitare la collaborazione con altre imprese.

 

Inoltre, lo studio evidenzia che le aziende sotto forte pressione competitiva, esposte a un maggiore rischio di contenziosi brevettuali, tendono a rispondere meglio alle richieste di chiarezza imposte dagli investitori istituzionali.

Il contesto

La funzione principale dei brevetti è quella di rendere pubbliche alcune informazioni, in cambio di una protezione legale temporanea.

 

La strategia di deposito dei brevetti è un tema centrale nella gestione dell’innovazione e si colloca al crocevia tra protezione intellettuale e trasparenza informativa. Da un lato, una descrizione poco chiara del brevetto può ridurre il rischio di imitazione da parte dei concorrenti, proteggendo l’azienda dall’erosione del proprio vantaggio competitivo; dall’altro, una comunicazione troppo vaga può aumentare il rischio di invalidazione legale o controversie, esponendo l’azienda a costi significativi legati ai contenziosi brevettuali.

 

Un filone nascente di letteratura ha evidenziato gli effetti della concorrenza sulla trasparenza dei brevetti, facendo emergere l’offuscamento testuale come una strategia volta a minimizzare i rischi di imitazione di breve periodo. Un confronto tra i brevetti delle università (meno soggette a pressioni competitive) e società private evidenzia, per esempio, che i brevetti di queste ultime sono più vaghi e meno trasparenti.

 

Nel caso in cui gli azionisti abbiano una prospettiva di lungo periodo e il CEO di breve, emerge un conflitto d’agenzia di natura temporale (nella teoria dell’agenzia, l’azionista è il “principale” che incarica del raggiungimento dei propri obiettivi i suoi “agenti,” i manager).

 

Poiché l’imitazione si realizza nel breve periodo, il CEO si preoccupa di evitarla attraverso tecniche di offuscamento del linguaggio dei brevetti che li rendono meno leggibili, ma che espongono l’impresa, nel lungo periodo, a rischi di invalidazione o di azioni legali da parte dei concorrenti. Gli investitori istituzionali con orizzonte di lungo periodo vogliono, invece, mettersi al riparo da questi rischi attraverso un linguaggio più trasparente.

La ricerca

Ai fini dello studio, abbiamo analizzato oltre 200.000 brevetti depositati da aziende statunitensi tra il 1980 e il 2006, utilizzando metriche linguistiche consolidate per valutare la leggibilità dei documenti.

 

L’analisi empirica si è basata su una combinazione di tecniche statistiche e modelli di regressione per esaminare la relazione tra la leggibilità dei brevetti e la composizione della governance aziendale. In particolare, sono stati controllati vari fattori, tra cui la dimensione dell’azienda, il numero di brevetti depositati, la redditività e l’industria di appartenenza. Inoltre, è stato adottato un approccio longitudinale per osservare l’evoluzione delle strategie di brevettazione nel tempo, tenendo conto di eventuali cambiamenti nella governance aziendale e nelle dinamiche competitive del settore.

Conclusioni e implicazioni

I risultati dimostrano che la governance aziendale gioca un ruolo chiave nella strategia di brevettazione. Gli investitori istituzionali con una visione a lungo termine favoriscono una maggiore leggibilità dei brevetti, riducendo il rischio di controversie legali nel lungo periodo. Questo effetto si intensifica nei settori caratterizzati da elevata concorrenza e alta esposizione ai rischi legali.

 

I CEO fondatori, che hanno una tenure e una prospettiva più lunga degli altri, propendono per una maggiore chiarezza rispetto ai CEO non fondatori.

 

Una gestione aziendale efficiente necessita di allineamento tra gli obiettivi degli azionisti e dei manager e tale allineamento può essere raggiunto solo attraverso l’azione del consiglio di amministrazione. Nel caso specifico, il consiglio di amministrazione dovrebbe prevedere incentivi capaci di allungare l’orizzonte temporale del CEO. In altri casi (come la massiccia presenza tra gli azionisti di hedge fund con orizzonte temporale molto breve) potrebbe valere anche il contrario.

 

Dallo studio emerge la necessità di gestire la tensione tra protezione e trasparenza. Per i manager, ciò significa che la scelta tra offuscamento e chiarezza deve considerare non solo i competitor, ma anche la struttura proprietaria dell’azienda e le dinamiche del settore in cui opera.

 

Infine, sviluppi futuri di ricerca potrebbero valutare se gli indicatori di vaghezza del linguaggio dei brevetti possano essere utilizzati anche come indicatori del rischio tecnologico a cui è esposta un’impresa, così come la vaghezza del linguaggio dei bilanci sembra essere correlata a un maggiore rischio finanziario.

 

Aneesh Datar, Mario Daniele Amore, Andrea Fosfuri.Strategic patent disclosure: Unraveling the influence of temporal preferences.” Strategic Organization, 0(0). https://doi.org/10.1177/14761270241299756.

 

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