Pompei – CEO Deloitte Italy & Deloitte Central Mediterranean: leadership, crescita professionale e porte strette

EMF - Executive Master in Finance Leader Series

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L’Intelligenza Artificiale avrà un grande impatto sul mondo della consulenza. Si potrà vincere la sfida solo con una programmazione di lungo periodo e una spesa in ricerca e sviluppo, che potranno dare risultati importanti nella logica di grandi organizzazioni in grado di sfruttare elevate economie di scala.

La leadership dovrà essere adattata a questo ambiente nuovo ed essere basata su caratteristiche che comprendono la passione, il coraggio e la condivisione. Questi alcuni tra i messaggi condivisi da Fabio Pompei, CEO Deloitte Italy & central Mediterranean, che ha incontrato le classi 2024 e 2025 dell’EMF - Executive Master in Finance di SDABocconi, diretto da Andrea Beltratti, EMF Academic Director e Alessia Bezzecchi, EMF Program Director in occasione della EMF Leader Series.

 

 

L’iter professionale e il valore delle esperienze.

“Come tradizione, chiediamo una Tua presentazione che si soffermi maggiormente sugli aspetti di carattere personale e che ci possa consentire di conoscerti” inizia Beltratti. “Dopo gli studi classici e la laurea in Economia, ho iniziato la carriera presso Arthur Andersen, che all’epoca il top mondiale nel settore della consulenza, occupandomi di revisione.

Dopo la fusione con Deloitte ho assunto crescenti responsabilità nella nuova entità, tra cui ricordo con piacere il ruolo di talent leader dell’interno network dal 2019, sino a diventare responsabile di tutti i tipi di business tra cui audit, tax e advisory.

Ho imparato qualcosa da tutte le esperienze, confrontando situazioni caratterizzanti diversi settori e dimensioni di clientela. Nel tempo, l’esperienza mi ha mostrato che sono emerse necessità di nuove competenze (negli ultimi tempi particolarmente in ambito digital, tema che riprenderemo dopo) e un cambiamento nell’atteggiamento dei giovani verso il lavoro, che rappresenta per i top manager una sfida in più da affrontare in modo adeguato”.

 

La congiuntura economica.

“Come valuti l’economia internazionale e i rischi geopolitici alla vigilia dell’insediamento di Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti?”. “Deloitte è da questo punto di vista un osservatorio privilegiato, basta pensare alla possibilità di interagire con oltre 10.000 clienti solo in Italia. Il sentiment complessivo è coerente con un rallentamento osservato nella seconda metà dello scorso anno, che si è attenuato e stabilizzato nelle ultime settimane nel contesto di un maggiore ottimismo sul futuro, particolarmente per le aree non direttamente esposte ai conflitti militari. Vedo ottimismo in relazione all’insediamento di Donald Trump, le cui caratteristiche di negoziazione fanno pensare che molti degli annunci fatti in campagna elettorale non saranno immediatamente seguiti da azioni”. 

 

Tecnologia e consulenza.

“La tecnologia è una minaccia o una opportunità per il business della consulenza internazionale?” chiede l’Academic Director di EMF. “Direi più opportunità che sfida. Le innovazioni tecnologiche, in particolare dalla comparsa degli ultimi prodotti legati alla GenAI (Intelligenza Artificiale Generativa) stanno cambiando le condizioni di competitività delle aziende in un numero crescente di settori, e questo cambiamento strutturale costringe le aziende di tutti i settori e dimensioni a cambiare. Le aziende però non sono in grado di cambiare da sole e hanno bisogno dell’aiuto della consulenza strategica per comprendere e adottare l’Intelligenza Artificiale nei processi.

Le nostre analisi mostrano che il 30% dei ricavi della consulenza sono potenzialmente influenzati dalla tecnologia e questo risultato ci ha indotto a partire con progetti di inserimento di nuove tecnologie nella nostra offerta di consulenza da molto tempo, particolarmente negli Stati Uniti. Abbiamo compreso quanto sono importanti le economie di scala nell’uso della tecnologia ma anche quanto è rilevante che le aziende siano pronte e riflettere sul e ad accogliere il cambiamento.

Da questo punto di vista al momento notiamo più apertura e interesse da parte delle aziende americane rispetto a quelle europee. Nel contesto italiano notiamo un certo ritardo nell’adozione delle nuove tecnologie, ma siamo molto ottimisti perché le aziende italiane che sono state in grado di superare le avversità dovute alle crisi finanziaria del 2008 e del 2012, alla pandemia e alle guerre hanno oggi margini di produttività, creatività e competitività internazionale estremamente elevati”.

 

Tecnologia e competenze.

“L’Intelligenza Artificiale consente di aumentare l’efficienza di tutte le attività ripetitive, che fanno parte di routine che si ripetono nel corso del tempo. Per queste attività si può prevedere una perdita aggregata di posti di lavoro, che non necessariamente si tramuterà in una riduzione complessiva di posti di lavoro per il sistema economico, in quanto le aziende avranno l’incentivo a creare nuove mansioni e posti di lavoro, a maggior valore aggiunto in quanto utilizzatori delle nuove tecnologie.

Questo cambiamento nel mercato del lavoro si riflette, e si rifletterà sempre di più, sulle competenze che saranno utili in futuro, e sul tipo di formazione che dovrà essere erogata dalle Università. In presenza di trasformazioni sempre più rapide negli algoritmi e nella tecnologia, e di sempre maggiori potenzialità di utilizzo aziendale, le Università dovranno favorire la capacità di apprendere in generale piuttosto che fornire pacchetti disciplinari rigidi e pre-confezionati che rischiano di diventare obsoleti in pochi anni”.   

 

Management, leadership in finance e consigli per gli EMF

“Quali sono al momento le competenze più rilevanti in ambito manageriale?“ “Conta la capacità di fare squadra, particolarmente in un contesto di partnership come quello delle società di consulenza in cui ci sono pochi legami verticali e molte relazioni trasversali tra persone di seniority e capacità molto simili. Conta anche la capacità di coinvolgimento di tutte le persone della squadra, che deve essere costruita se possibile privilegiando la diversity.

La diversità è un elemento utile nel lungo periodo anche se può comportare qualche complicazione di breve periodo dal punto di vista della gestione del team. In tutti i contesti contano inoltre la trasparenza e l’accountability, particolarmente nel contesto del nuovo ambiente di lavoro che si svolge in maniera crescente in luoghi diversi, con team separati dal punto di vista geografico ma uniti dagli obiettivi.

Per quanto riguarda i consigli da dare all’aula, vorrei consigliare in primo luogo la passione, elemento necessario per coltivare le proprie ambizioni, in secondo luogo il coraggio vale a dire la capacità di rischiare e di prendere a volte la porta stretta ovvero la strada che sembra più difficile nel breve periodo, e in terzo luogo la capacità di coinvolgere gli altri parlando sempre al plurale e mai al singolare per descrivere le sfide e i risultati raggiunti”.

 

SDA Bocconi School of Management

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