Il Meglio del Piccolo

L’ingrediente segreto per gestire oggi le aziende

Che autunno sarà per le piccole imprese italiane? Come affrontare i prossimi mesi dato quello che si legge sui giornali? Inflazione e crisi energetica si abbattono sulle aziende in assenza di stabilità politica dopo due anni di emergenza sanitaria e senza esserci fatti mancare le tensioni provocate dal conflitto in Ucraina: un accanimento di eventi negativi per i nostri piccoli imprenditori e non solo. Mi viene in mente l’espressione cinese, richiamata dal sociologo Slavoj Zizek in un suo saggio: “Che tu possa vivere in tempi interessanti”, locuzione che significa esattamente l’opposto di quanto immagineremmo. Per i cinesi è una sorta di anatema ove “interessante”, differentemente dall’accezione nella nostra lingua, sta per difficile, pesante, complicato. In questo senso mi pare che l’espressione calzi a pennello: stiamo vivendo nostro malgrado anni “interessanti”. Come muoversi quindi in questa baraonda?  Dopo la pausa estiva vorrei offrirvi un breve spunto di riflessione per ripartire con il giusto vigore. È un suggerimento che riguarda strategia e organizzazione insieme, “testa” e “corpo” dell’azienda all’unisono.

La sfida più importante per gli imprenditori non è solo di natura manageriale ovvero improntata alla buona gestione della propria azienda ma culturale se non addirittura esistenziale.

Questi tempi possono diventare davvero interessanti, non più nella versione cinese, ma al contrario forieri di nuove importanti opportunità se affrontati come si deve da un punto di vista personale. Occorre più che mai essere ponderati e audaci al tempo stesso, sobri e costanti, acuti e dedicati alla propria attività. Serve l’equilibrio e il sangue freddo del capitano che governa il natante durante e dopo la tempesta. Serve non farsi condizionare dalle mode, dai luoghi comuni, dal troppo e dagli eccessi che caratterizzano la società contemporanea e che purtroppo solo apparentemente rafforzano mentre più spesso confondono, indebolendoci. È fondamentale mantenere viva la propria vocazione (termine che forse non a caso ha un’assonanza religiosa) al fare impresa (parola che per giunta ha in sé un contenuto epico) ma per farlo, sembra un paradosso, occorre dedicare tempo alla propria sfera esistenziale e non solo al business. Si può dire che la vera sfida sia quella di tenere insieme questi due aspetti - dimensione personale e attività imprenditoriale - che di norma insieme non stanno perché la seconda tende a soverchiare la prima. Un bilanciamento sano delle due sfere è condizione per mantenersi in equilibrio come funamboli tra una pandemia e una guerra, tra inflazione e crisi energetica, tra la mancanza di dipendenti da assumere e le uscite inaspettate di collaboratori proprio quando servirebbe di più il loro coinvolgimento.

Per riuscirci è cruciale non restare soli.

Soli al comando dell’impresa, soli senza collaboratori o colleghi amici e familiari con cui confrontarsi si diventa facili prede della sfiducia e della perdita di quella tensione positiva indispensabili per superare le difficoltà che verranno. L’apertura agli altri e la possibilità di essere ascoltati e capiti in modo non superficiale, permettono di aumentare il proprio spessore personale recuperando quella forza e quella stabilità indispensabili per governare l’azienda in periodi particolarmente incerti. Non si perdano le occasioni di scambio, di riflessione, di confronto, di aiuto reciproco. E’ questo uno degli ingredienti segreti da non tralasciare nei “tempi interessanti” che stiamo vivendo.

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